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CCCP: Collio e Carso Ci Piacciono

Buscemi, Terpin, Klinec,  Štekar, Skerlj, Rencel

145 €


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Un viaggio enoico lungo un’antica giuntura tra l’Italia e la Slovenia, per vini che prendono la struttura minerale dalle marne di origine eocenica che nutrono i sottosuoli di questo paesaggio. Ci siamo addentrati per le profondità arenarie guidati dalla linea punk rock dei CCCP. Seguite il nostro viaggio:

1. Vinero 2018, Gaspare Buscemi
Sono come tu mi vuoi
I più diffusi varietali a bacca rossa di Cormons: Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc, Refosco dal Peduncolo Rosso, per un vino terroir in cui spicca l’equilibrio tra le parti che solo un grande maestro d’orchestra come Gaspare avrebbe potuto dare.

2. Quinto Quarto Rosso 2019, Franco Terpin
Cerco qualità che non valgono in quest’età di mezzo
Quando le macerazioni carboniche imperversano nel mondo dei vini rossi, c’è ancora chi resiste preparando un tradizionale taglio bordolese versione San Floriano del Collio: Cabernet Sauvignon e Merlot dalle grandissime mani di Francone.

3. Tocai friulano 2015, Simona e Alex Klinec
Teatri vuoti e inutili potrebbero affollarsi se tu ti proponessi
di recitare te
Macerazione da fuori classe, un’uva da tavola trasformata in una bottiglia da salotto, un’annata punta di diamante della cantina, una leggera volatile che incalza il sorso affinché la densità del contatto prolungato con le bucce passi leggera dalla bocca e arrivi dritto lì dove la nostra anima si espande, la pancia!

4. Mali 2018, Janko Štekar
Non sono un vuoto a perdere, né uno sporco impossibile, né un marchio registrato, né un prodotto di mercato
Un merlot anarchico, espressione di ancestralità pura, perché una volta in bottiglia il vino ha ripreso a fermentare come a voler dimostrare quanta vita avesse ancora dentro. Un testo enoico composto da una lievissima bollicina che ristora le migliori grigliate del periodo.

5. Malvasia 2016, Matej Skerlj 
Usa il cervello e i nervi con disinvoltura, mira al cuore
Dopo quattro anni in bottiglia stiamo raggiungendo il periodo giusto di maturazione, quello in cui i venti marini di Trieste si fondono con la ricchezza minerale dei terreni. Ne risponde una Malvasia di cui colpisce ancora la grande freschezza, burro e acciughe ne abbiamo in frigo?

6. Pinot Nero Rosé 2017, Josko Rencel
Niente di eclatante a parte l’esistere
Facciamo un gioco: mettete questo vino accanto a una batteria di bianchi della zona, a occhi chiusi sapreste riconoscere che si tratta di Pinot Nero? Il varietale è quasi azzerato nella sua parte fruttata, spicca l’acidità, la bevibilità, la socialità. Scorte sempre fredde per quando arriva la golden hour.

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