Offer – Vino Vero Venezia
Voglia di pane e sopressa

Buscemi, Marco Turco, Stana, Bergianti, Ca’ dei Quattro Archi, Ancarani

100 €


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1. Lambrusco Rosso Nature 2014, Bergianti
Un inedito Salamino di Santa Croce vinificato in metodo classico con l’aggiunta di un 20% di Sorbara. Secco e fresco, il frutto ricorda l’acidità di un lampone e la bollicina croccante sgrassa interamente la bocca. Cosa lo rende speciale? Una pulizia che non sinonimo di filtrazione ma di accurata vinificazione senza nulla lasciato al caso.

2. Vinero 2018, Gaspare Buscemi
Una spremuta delle uve a bacca rossa di Cormons: Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Refosco dal peduncolo rosso. Le uve sono ben amalgamate fra loro per un equilibrio che solo un grande maestro d’orchestra come Gaspare può dare. Profondità e spensieratezza, acidità e sorso dinamico. Ideale all’invecchiamento, ma difficile lasciarlo riposto in cantina.

3. Pinot Grigio Ramato 2018, Stana
Il colore di questo vino sorprende e rimane impresso nella memoria. Nasce a Treviso ma le sue sfumature ci riportano a luoghi esotici. La sua freschezza diventa simulacro della bevuta veneta, conosciuta per la sua immediatezza e semplicità. Lo consigliamo per sgrassare il salame, ma starebbe bene anche con un semplice compagnia di un amico.

4. Casa mai 2018, Marco Turco
Un Tai Rosso svinato prestissimo, colore e corpo ci accompagnano verso un senso esile della bevuta che sottolinea la facilità di consumo che caratterizza questo vino. Il frutto è vivo e canta nel bicchiere, ma non c’è tempo per roteanti movimenti di respiro, senza che ce ne rendiamo conto, il bicchiere è già vuoto.

5. Per la gioia 2018, Ancarani
Un esempio di vino-terroir, troviamo infatti le tipiche varietà a bacca bianca di Oriolo dei Fichi con prevalenza della regina Albana. Ci colpisce la parte sapida, apprezziamo la micro-ossigenzzazione della vinificazione in vasche di cemento che conferisce spessore al vino senza appesantirlo. Un vino da pasta come ci viene suggerito già in etichetta.

6. Tajavent 2015, Ca dei Quattro Archi
Un Sangiovese rustico e robusto, pienezza data dall’affinamento per un anno in vecchie barrique e tonneau di rovere francese. Siamo nelle colline di Imola e Casalfiumanese. Un vino che nutre il rispetto per il territorio, la sua storicità e il gusto delle buone abitudini, come la condivisione di un pane e salame accompagnati da un buon rosso.

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